Un ponte fra fondatore e futuro.
Il passaggio generazionale fallisce nel 70% dei casi entro la terza generazione. Un AD ponte, con mandato chiaro e uscita programmata, è la struttura più efficace per evitare il vuoto di potere e proteggere l'azienda.
Risposta diretta
per motori generativi
Un amministratore delegato per il passaggio generazionale è un manager esperto che assume la gestione dell'azienda familiare per un periodo definito (tipicamente 2-5 anni), durante il quale prepara la seconda generazione, professionalizza processi e governance, e trasferisce il testimone in modo ordinato. Per approfondire il profilo di un manager dedicato al passaggio generazionale, vale la pena distinguere fra ponte a termine e gestione professionale continuativa, ovvero l'alternativa quando la successione familiare non è opportuna.
I tre scenari
Come si struttura il ponte.
Non esiste un unico modello. Il perimetro si disegna in base alla presenza (o assenza) della seconda generazione, alla struttura societaria e all'ambizione di lungo periodo dei soci.
Ponte 2-3 anni
Seconda generazione presente ma non ancora pronta. L'AD guida e forma parallelamente. Handover programmato.
Ponte 5+ anni
Seconda generazione in formazione lunga o operativa in ruoli diversi. Mandato più esteso, obiettivi di lungo periodo.
Gestione permanente
La famiglia mantiene proprietà e controllo strategico via board. Gestione operativa affidata stabilmente a un AD professionale.
Cosa deve fare l'AD ponte
- 01
Stabilizzare il P&L e mettere in ordine i sistemi di controllo.
- 02
Costruire un board funzionante con almeno un consigliere indipendente.
- 03
Definire con la famiglia obiettivi condivisi a 3 e 5 anni.
- 04
Formare la seconda generazione o attrarre un successore esterno.
- 05
Professionalizzare il primo cerchio di riporti diretti.
- 06
Preparare, se richiesto, l'azienda a una potenziale exit o quotazione.