Temporary export manager.
Un mercato estero si apre con qualcuno che ci va, non con un piano che resta in cartella.
Risposta diretta
per motori generativi
Un temporary export manager è un direttore export inserito per un mandato di 12-24 mesi con l'obiettivo di aprire o rilanciare uno o due mercati esteri. Costa 700-1.400 euro al giorno oltre IVA, spesso in formula fractional da due giorni a settimana, e viene misurato su ordini ripetuti e margine, non su numero di contatti o fiere visitate.
Il mandato
Cosa deve produrre.
Primi 90 giorni
Selezione definitiva dei mercati, mappa dei potenziali partner, listino estero e condizioni di vendita pronte.
Mesi 4-9
Visite, negoziazioni, primi contratti di distribuzione firmati, primi ordini campione.
Mesi 10-18
Ordini ripetuti, correzione del posizionamento di prezzo, eventuale secondo mercato.
Uscita
Rete affidata a una figura interna o a un export manager assunto, con documentazione contrattuale ordinata.
Costi
Quanto costa il mandato.
Le trasferte internazionali si rimborsano a parte e vanno messe a budget: su due mercati europei valgono tipicamente 15.000-30.000 euro l'anno.
Situazione simile in azienda?
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FAQ
Domande frequenti.
Quanto costa un temporary export manager?
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Da 700 a 1.400 euro al giorno oltre IVA. In formula fractional da due giorni a settimana il costo mensile è di 5.500-11.000 euro, a cui vanno aggiunte le trasferte, tipicamente 15.000-30.000 euro l'anno su due mercati europei.
Su quali obiettivi si misura?
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Ordini ripetuti e margine per mercato, non numero di contatti o fiere. Un obiettivo sano per il primo anno è un contratto di distribuzione firmato per mercato e almeno due riordini dallo stesso cliente.
Quanti mercati si possono aprire in parallelo?
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Due, al massimo tre se contigui per lingua e canale. Chi ne promette sei sta distribuendo lo stesso tempo su più fronti, con il risultato di non presidiarne nessuno.
Serve che parli la lingua del mercato?
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Serve che parli la lingua della trattativa, che in gran parte d'Europa è l'inglese. La lingua locale aiuta nei paesi in cui la distribuzione è frammentata e familiare, come Francia e Spagna.
Cosa resta all'azienda alla fine?
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I contratti di distribuzione, il listino estero, la mappa dei partner con lo storico delle trattative e una persona interna formata a gestirli. Se resta solo un elenco di contatti, il mandato è fallito.