Contratto del temporary manager.
Il mandato si rovina quasi sempre su tre righe che nessuno ha scritto: cosa può firmare, quando finisce, cosa succede se funziona.
Risposta diretta
per motori generativi
Il contratto di un temporary manager in Italia si stipula di norma come contratto di prestazione professionale con partita IVA, con durata definita, compenso a giornata o a canone mensile, delega operativa scritta e clausole di riservatezza e uscita. In alternativa si usa un contratto a tempo determinato da dirigente, più oneroso ma necessario quando il ruolo richiede subordinazione.
Le due forme
Prestazione professionale o lavoro dirigenziale.
Clausole
Cosa deve contenere il contratto.
- 01Oggetto dell'incarico e obiettivi misurabili, con indicatori e date.
- 02Durata, con data di inizio, data di fine e condizioni di prolungamento.
- 03Compenso: day rate o canone mensile, numero di giornate previste, modalità di rimborso trasferte.
- 04Delega operativa scritta: cosa il manager può firmare e fino a quale importo.
- 05Riservatezza e trattamento dei dati, con durata che sopravvive alla fine del mandato.
- 06Non concorrenza limitata a settore, territorio e durata ragionevoli.
- 07Clausola di conversione: cosa succede se le parti decidono di trasformare il rapporto in assunzione.
- 08Preavviso di recesso per entrambe le parti, tipicamente 30-60 giorni.
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Errori frequenti
Dove nascono i contenziosi.
Il primo è la delega mancante. Un manager senza potere di firma esplicito passa il mandato a chiedere autorizzazioni, e la proprietà si lamenta che non decide nulla. Va scritto, con importi.
Il secondo è l'assenza di obiettivi misurabili. Senza un metro condiviso, a fine mandato ognuno giudica il risultato con il proprio, e la conversazione finisce male anche quando l'azienda è migliorata.
Il terzo è la subordinazione di fatto. Se il manager ha orari imposti, postazione obbligata e nessuna autonomia organizzativa, il rapporto a partita IVA può essere riqualificato. La delega vera è anche una tutela contrattuale.
FAQ
Domande frequenti.
Come si inquadra un temporary manager in Italia?
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Nella prassi prevalente con contratto di prestazione professionale a partita IVA, di durata definita. Quando il ruolo richiede subordinazione si usa un contratto a tempo determinato da dirigente, che aggiunge circa il 40% di oneri alla retribuzione.
Quanto deve durare il contratto?
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Fra sei e diciotto mesi, con una data di fine esplicita e una clausola di prolungamento. Un contratto senza data di uscita snatura la formula e crea aspettative che nessuna delle due parti ha dichiarato.
Serve una nomina formale del consiglio?
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Solo se il ruolo comporta poteri di rappresentanza, come nel caso di un amministratore delegato o di un direttore generale con firma. In quel caso la nomina va deliberata e iscritta, con le responsabilità che ne derivano.
Come si struttura il compenso?
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Day rate moltiplicata per le giornate concordate, oppure canone mensile fisso a fronte di un impegno definito. Nei mandati di turnaround è frequente una parte variabile legata al miglioramento del margine.
Il rapporto può essere riqualificato come subordinato?
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Sì, se nei fatti c'è subordinazione: orari imposti, assenza di autonomia organizzativa, esclusività non giustificata. La difesa migliore è un contratto che descriva obiettivi e deleghe invece di presenze e orari.